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lunedì 30 settembre 2013

Provare per..credere!

Ascolto sempre con attenzione i discorsi di coloro che mi circondano, sul bus, al bar..dovunque.
Ultimamente non ho potuto fare a meno di notare che il 70% di questi discorsi girano intorno alle “cose”, intese come oggetti. 
Si parla del letto nuovo, di un frigorifero da riparare, del nuovo modello di un'automobile. Interi monologhi su ciò che abbiamo e su quello che ci manca. Mi ricordano quelli, di quando bambina, trattavo scambi di figurine con i miei compagni di scuola. Non c'è nulla di male in questo..è una semplice osservazione. 
Così ho iniziato a tentare di parlarne il meno possibile, giusto l'indispensabile, un piccolo esercizio con me stessa. I risultati sono straordinari, sviando l'argomento “cose” nei modi più disparati, ho notato che le conversazioni si evolvono in direzioni uniche, sempre diverse. Non parlando degli oggetti, si è obbligati a svelarsi e soprattutto a far aprire chi abbiamo di fronte, il parlare diventa allora davvero scambio e condivisione di noi stessi. 
Un altro particolare che ho notato, è che, in questo modo,la gente smette di lamentarsi. 
E' automatico, forse perché si toglie l'attenzione dal senso di mancanza e di desiderio, resta solo ciò che si è, un po' come una magia, non so perché accade..ma è così, provare per credere!