Pagine

martedì 29 settembre 2015

"L'amore al servizio dell'autorealizzazione" di Claudio Marucchi

Il più sano principio per approcciarsi alla dimensione tantrica è la libertà, nella sua accezione più intima e consapevole. Una libertà che non abbia più bisogno di essere “contro” qualcosa, che non sia in conflitto con ciò da cui pretende di liberarsi. Non aggressiva, ma unificante, leggiadra, superiore. Naturalmente non si tratta di capricciosa licenziosità, né dello sfogo del represso, tantomeno della via di fuga del disadattato, ma di una libertà matura, che misura l’ampiezza della comprensione delle proprie dinamiche interiori, che saggia continuamente il progresso nell’autoconoscenza. Questa forma di libertà è altamente difficile da realizzare, perché non consiste in uno stato delle cose, ma in uno stato di coscienza.  



La gestione della libertà mette continuamente alla prova il praticante, e le ricadute sono più dolorose della pur faticosa conquista. La congiunzione del proprio lato animale con il proprio lato divino rappresenta il motore del risveglio del lato potenziale o latente. Il pericolo maggiore consiste nella gestione della libertà, perché viviamo in un sistema che illude di essere liberi, ma reprime e schiavizza. La libertà abbraccia la dissoluzione, quindi è pericolosa per tutte le strutture, soprattutto quelle politiche e religiose. Nessuna religione spinge all’identificazione dell’uomo in un Dio, mentre ogni vero percorso spirituale promuove l’edificazione dell’Uomo-Dio.
L’amore di cui stiamo parlando, al servizio dell’autorealizzazione, non può e non deve mai mettere in imbarazzo la libertà. Rinunciando alla libertà, l’amore perde se stesso. L’amore è una forza, non una debolezza, non può quindi concedere nulla alla dipendenza, alla paura, al possesso. Gelosia, esclusività, attaccamento, sono maschere delle proprie paure e debolezze, un modo meschino per tradire l’amore. Spacciando la gelosia e l’attaccamento per sintomi di quanto si voglia bene e “si tenga” all’altro e così via, si rinnega la natura dell’amore. Confondere la gelosia e la dipendenza con una dimostrazione di affetto, significa scambiare la paura con l’amore. La paura e la dipendenza sono debolezze, mentre l’amore è una forza. Cedere la proprietà del proprio corpo o pretendere quella del corpo altrui implica rinnegare la natura dell’amore. Trattare il partner come una proprietà esclusiva significa renderlo un oggetto; significa scambiare per amore un senso di territorialità più simile a quello che un cane ha dello spazio in cui gli consente di muoversi la sua catena. La catena misura tutto il suo mondo.

Tratto da: "Erotismo e Spiritualità" di Claudio Marucchi Ed. Età dell'Acquario
                                                             
                                                             Erotismo e Spiritualità