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venerdì 14 agosto 2015

"Il desiderio è una forza che non conosce mai fine" di Claudio Marucchi

Nell’ambito dell’erotismo mistico l’amore consiste nell’oltrepassare continuamente il partner, evitando così il vicolo cieco di un amore che faccia del proprio compagno un fine. Anziché amare il partner, amare attraverso il partner implica scagliare la freccia verso l’alto, in verticale. Questo passaggio va compreso pienamente: se la coppia di amanti è frutto di un’attrazione “magnetica”, il collante tra i due rischia di essere l’aspetto più basso della forza di eros, quello in cui si “tende” all’altro e lo si desidera più di ogni altra cosa, in modo esclusivo e totale, per farne un fine, uno scopo. Realizzato il desiderio di unione, si aprono gli scenari che possono ricadere sotto la “normalizzazione” della relazione di coppia. 

Il desiderio è una forza che non conosce mai fine, non si limita a godere della conquista di ciò che ha realizzato, perché la natura del desiderio non è avere “questo” o “quell’oggetto”, è il movimento, la continua tensione, il desiderare stesso. Non si può realizzare un desiderio e credere di non desiderare null’altro. Nessuno può mai avere come scopo un’altra persona che non sia se stesso. Se l’amante diventa il proprio unico fine, ecco che l’amore entra in un vicolo cieco, ed è destinato ad 
appassire nel tempo o a creare forme di dipendenza inutili o addirittura dannose per il progresso interiore. Se la persona amata diventa un fine è proprio la fine, perché l'altro non è un oggetto. Nessuna via individuale può avere un altro come propria destinazione. Noi siamo un mezzo che ha il proprio fine in se stesso, o nel proprio stesso superamento. Nell'erotica mistica la persona amata sarà quindi sempre un veicolo, un mezzo, un tramite. In effetti non si ama “questa” o “quella” persona, ma attraverso questa o quella persona. Ogni partner è una porta.

Da "EROTISMO E SPIRITUALITA'"