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giovedì 28 luglio 2016

Felicità e fiducia

Durante questi ultimi mesi ho visitato diverse scuole elementari e associazioni culturali in veste di insegnante di felicità, mi sono confrontata con centinaia di bambini e adulti alla scoperta di quello stato di armonia interiore che a mio parere, è patrimonio inviolabile di ogni essere vivente. Incontrando così tante  storie e scoprendo via via le differenti realtà ho capito che armonia, felicità e fiducia sono stati interiori che non possono essere distinti. Chi non si fida di se stesso, della vita, del prossimo non può essere felice, ma che cosa intendiamo in questa sede con la parola fiducia? 



Il termine “fiducia” deriva da “fede”, féides in latino indicavo lo stato dell’essere persuasi, dell’essere sicuri. Avere fiducia significa quindi credere, essere certi di qualcosa, di qualcuno, prima di tutto di noi stessi, ma come? Chi ha iniziato un sincero e profondo lavoro su di sé sa che in lui vivono decine di personalità diverse, di alcune ci si può fidare ciecamente di altre…non tanto! Che cosa ci porta allora a raggiungere quello stato di fiducia interiore che ci permette di vivere in armonia con noi stessi? A cosa affidarsi? Dove affondare le salde radici dei nostri cuori per non correre il rischio di volar via al primo soffio di vento? Come non tradirci, non mentire a noi stessi e di conseguenza vivere un rapporto autentico con il mondo che ci circonda? La verità è che non possiamo ancorarci saldamente in qualche punto in attesa che passino le tempeste, sperando di salvarci, in balia degli eventi. Quel che siamo chiamati a fare in questo caso è comprendere che non esiste nessun porto più sicuro di altri perché la vita fluisce e noi con lei, abbiamo però una grande vela nel nostro cuore, quando il vento soffia forte dobbiamo aprirla e farci condurre lì dove il soffio della nostra anima vuole condurci. Iniziamo a fidarci quindi di quell’intelligenza silenziosa che orchestra la sinfonia di questo universo, tutto si trasforma, e come il bruco in farfalla anche noi possiamo rinascere ancora e ancora, anche mille volte in un’unica vita. A volte gli oceani dell’esistenza ci appaiono pericolosi, governati dalla paura teniamo chiusa la nostra vela, e così ci fermiamo, rimanendo nascosti dietro ad uno scoglio, timidi e impauriti. Quel che ignoriamo è che la nostra anima vuole andare per mare, essere travolta dalle onde, vedere migliaia di tramonti, essere scaldata dal sole e rinfrescata dalla pioggia e troverà comunque il modo di vivere la vita che ha scelto.  Essere felici significa assecondare questo lungo viaggio, ascoltare il sussurro dei nostri cuori, seguire il richiamo di ciò che ci fa sentire liberi, che ci fa amare il nostro essere, seguire la nostra beatitudine è l’unico modo per ritrovare la fiducia perduta.



Buon Viaggio…

Vega Roze


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mercoledì 6 luglio 2016

Grazie Virginia

A volte, in rari casi della vita ci troviamo ad affrontare qualcosa che sentiamo come più grande di noi, ci sentiamo persi, lontani, le nostre piccole menti non comprendono, le gambe tremano, è in queste rare occasioni che il cuore ha due scelte: chiudersi e stringersi fin quasi a scomparire o spalancarsi accogliendo tutto l’amore che c’è, il mio ieri, grazie a te Virginia ha oltrepassato ogni confine. 
Ieri c’è stata la festa del tuo funerale, Virginia, esattamente come la volevi, una festa meravigliosa con centinaia di invitati accorsi da ogni parte del mondo per onorare la tua vita e benedire il tuo passaggio a più alte vibrazioni di armonia, in quel mondo vicino e oltre nel quale ci rechiamo quando perdiamo le nostre spoglie mortali. 
Ho imparato tanto alla festa del tuo funerale, ho imparato in silenzio, semplicemente osservando tutte le persone che ti amano, le ho viste cantare l’amore e la gioia, le ho viste anche piangere perché si sa che quando amiamo tanto qualcuno e questo qualcuno se ne va, piangiamo, ci sentiamo tristi perché anche se sappiamo che il nostro amico ha completato la sua missione e ora vive in un mondo di puro amore, ci mancherà comunque il suo abbraccio. Tu, Virginia mi hai insegnato che è l’amore che doniamo a renderci immortali, niente d’altro, resta di noi solo ciò che abbiamo lasciato libero e tu della Libertà, quella con la L maiuscola sei maestra.
La settimana scorsa hai deciso di liberarti della costrizione della carne, l’hai fatto nel tuo stile, senza chiedere permesso, semplicemente sei partita per un altro viaggio, donando parti di te a chi ne aveva bisogno. 
Penso a quella bimba di 11 anni nel cui petto ora batte un nuovo cuore, il tuo, un cuore che la renderà forte e selvaggia, che la darà la forza di affrontare l’avventura della vita senza paura, proprio come te.
Penso alle centinaia di amici che sono venuti a salutarti, belli come il sole, belli di cuore. 
Penso a quella donna meravigliosa che è tua madre, la sua forza, le sue parole, ieri ho visto cos’è la vera compassione, così tra il dolore e l’amore lei era si preoccupava per l’anima di colui che ti ha riportata nella luce, per la sua famiglia e per tutte quelle migliaia di giovani che rischiano lo stesso destino ogni sabato notte. 
Penso a tuo padre, alle tue sorelle, alla tua migliore amica…quanto amore nei loro abbracci, nelle loro lacrime e nei loro sorrisi, ho imparato che è l’unità a renderci forti.

Ieri, grazie a te, Virginia, ho fatto un tuffo nell’amore profondo, ho capito che cosa è importante e che cosa deve essere lasciato andare per far posto al cuore e a lui soltanto. Il tuo Sogno è grande giovane amica e noi continueremo a seguirlo, grazie a te abbiamo scoperto cos’è la vera Fede, cos’è fluire con la vita, lasciarsi guidare dalla bellezza e dall’amore per la scoperta e amare, amare senza limiti tutto ciò che ci fa cantare il cuore. Grazie.